Cappuccetto rosso e la vittoria del divoratore

Cappuccetto rosso sangueLo so, lo so, anche a me quell’essere verde e burbero con un ciuchino per amico sta simpatico, però bisogna ammetterlo, Shrek ha rovinato tutto! Beati i tempi in cui un orco era un orco e in cui ciascuno faceva la sua parte: gli orchi mangiavano i bambini e i bambini per tutta risposta se ne tenevano alla larga. Mettere il caos nel principio base per cui un orco, così come un lupo, va evitato, può avere conseguenze poco piacevoli. Ed è proprio quello che è successo a Cappuccetto rosso. Continua a leggere

La storia del quarto Re Magio di Henry van Dyke

Henry van Dyke, pastore della Chiesa presbiteriana, scrittore, insegnante universitario e diplomatico americano di origine olandese, nel 1896 scrisse un famoso racconto intitolato La storia del quarto Re Magio di Henry van Dyke (The Other Wise Man) in cui narrava le avventure di Artaban, il quarto Re Magio, il primo dei cristiani. Buona lettura e buona festa dell’Epifania.

Continua a leggere

La genesi di un uomo straordinario

Come nasce la santità di Bernardo? Da dove viene? Se posso permettermi un azzardo, io credo venga da una preoccupazione che nulla ha a che fare con Dio, almeno in prima battuta, perché nessun uomo inizia a vivere dicendo “io voglio sapere se Dio esiste”.  La santità di Bernardo deriva dalla vitalità della sua umanità, da quell’atteggiamento di stupore e tremore che coglie l’uomo di fronte alla realtà e alla domanda sul suo destino. Continua a leggere

Il debutto in società di quel pazzo di Bernardo

Il debutto in società di San Bernardo fu un capolavoro. A ventun’anni, subito dopo aver deciso che si sarebbe rinchiuso in quella palude che era il monastero di Citeaux, abitato all’epoca da pochi monaci osservanti un regime di vita durissimo, considerò che non era sufficientemente pazzo da andarci da solo. Allora salì in groppa al suo cavallo e si lanciò al galoppò in cerca delle persone a cui voleva più bene. Continua a leggere

Il tempo sarà galantuomo con Elena Bono

Giorno dopo giorno il tempo compie il suo lavoro rimettendo a posto le cose che gli uomini tirano fuori senza criterio. Scorre, passa, con lui le mode e le generazioni, e ciò che ieri veniva osannato oggi è messo da parte senza che alcuno batta ciglio. Ciò che era dimenticato è ricordato, ciò che era nascosto è ritrovato. Gli inganni vengono svelati, e un giorno, fosse anche l’ultimo giorno, coloro che hanno speso la vita al servizio dell’uomo e della sua sete eterna di risposte, verranno riconosciuti; coloro che hanno amato più la gloria del vero, verranno ripudiati. Quel giorno finalmente si capirà chi era Elena Bono. Continua a leggere

Intervista ad Elena Bono, scrittrice al servizio della Parola

Giornalista (G): Cos’è per lei l’esperienza religiosa?
Elena Bono (EB): Credo che l’esperienza religiosa faccia l’uomo uomo. Senza l’esperienza religiosa l’uomo è una bestia, allora tanto vale non essere mai nati, come dicono tutti i pessimisti. L’esperienza religiosa consiste in questo: prendere atto del Dio Creatore, e del fatto che ci ha creato e che si assomiglia a Dio. Con tutte le nostre miserie siamo fatti a immagine di Dio. Questo è uno di quei misteri tremendi! (…) (1, vedi riferimento bibliografico in fondo) Continua a leggere

Tempo di Dio

Finite di piangere su di voi e sopra i morti.
Finite di ballare sulle tombe.
Non vi accorgete che a noi è chiesto più
che ai figli di ogni altro tempo?
Ora bisogna ricreare il mondo
in ciascuno di noi
o finiremo.
Ricordarci la nostra somiglianza con Dio
e indurre Dio a ricordarla.
Ora bisogna avere tanta forza
da imporre al cuore la speranza,
amore più che umano agli umani,
volontà di vita per tutti.
Non è tempo di lutti
né di follie.
Questo è tempo di Dio.
Che aspettiamo?
Quale segno?
Quale miracolo?
Eppure abbiamo visto crocefisso
in migliaia di corpi
Gesù Cristo.
(Da “Poesie – Opera omnia”)

San Giuseppe, l’ombra del padre

Il brano che segue è tratto dalle pagine dedicate a San Giuseppe da Ernest Hello, pubblicate nel suo testo ormai introvabile intitolato “Fisionomie di santi”

San Giuseppe, colui sul quale l’ombra del Padre cadde densa e profonda. San Giuseppe, l’uomo del silenzio. Il Vangelo di lui dice solo questo: «Era un uomo giusto». Il Vangelo, così parco di parole, diventa ancora più parco quando si tratta di San Giuseppe. Si direbbe che quest’uomo, avvolto nel silenzio, ispiri il silenzio. Il silenzio di San Giuseppe è la sua lode, il suo genio, la sua atmosfera. (…) Il suo silenzio è l’omaggio reso all’ineffabile. È la rinuncia della parola davanti all’Insondabile e all’Immenso. (…) Molti parlano che non hanno nulla da dire, e nascondono sotto il fracasso delle loro parole e la turbolenza della loro vita, il niente del loro pensiero e dei loro sentimenti. San Giuseppe, che ha tanto da dire, San Giuseppe non parla. Custodisce in fondo all’animo le grandezze che contempla (…)

Continua a leggere

Cenerentola, la ragazza salvata dalla cenere

Per capire una fiaba bisogna cancellare la distinzione tra realtà e fantasia. Le fiabe sono troppo vive, e la vita è troppo fantastica perché tale distinzione possa essere valida. La storia di Cenerentola, in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche nella versione girata da Kenneth Branagh, non fa eccezioni: non è infatti solo un racconto destinato a popolare l’immaginazione di un bambino, pieno com’è di colpi di scena, di personaggi curiosi, di animali parlanti, e non è nemmeno l’ennesimo atto della propaganda maschilista che suggerisce alle donne di tutto il mondo che il massimo cui aspirare è incontrare un principe azzurro e sposarlo. Cenerentola è invece la risposta convinta a questa domanda che prima o poi assale la vita di ognuno di noi: che cos’è l’uomo? C’è qualcuno che se ne curi o è solo polvere che viene dalla polvere? Continua a leggere