San Giuseppe, l’ombra del padre

Il brano che segue è tratto dalle pagine dedicate a San Giuseppe da Ernest Hello, pubblicate nel suo testo ormai introvabile intitolato “Fisionomie di santi”

San Giuseppe, colui sul quale l’ombra del Padre cadde densa e profonda. San Giuseppe, l’uomo del silenzio. Il Vangelo di lui dice solo questo: «Era un uomo giusto». Il Vangelo, così parco di parole, diventa ancora più parco quando si tratta di San Giuseppe. Si direbbe che quest’uomo, avvolto nel silenzio, ispiri il silenzio. Il silenzio di San Giuseppe è la sua lode, il suo genio, la sua atmosfera. (…) Il suo silenzio è l’omaggio reso all’ineffabile. È la rinuncia della parola davanti all’Insondabile e all’Immenso. (…) Molti parlano che non hanno nulla da dire, e nascondono sotto il fracasso delle loro parole e la turbolenza della loro vita, il niente del loro pensiero e dei loro sentimenti. San Giuseppe, che ha tanto da dire, San Giuseppe non parla. Custodisce in fondo all’animo le grandezze che contempla (…)

Quali misteri s’erano aperti agli occhi dell’uomo, cui Gesù obbediva? Che cosa vide Giuseppe nelle azioni di Gesù Cristo? Queste azioni, con la loro stessa semplicità, prendevano senza dubbio ai suoi occhi dimensioni incommensurabili. Nel più piccolo movimento che cosa vedeva? Che cosa vedeva nella sua attività in apparenza limitata? Che cosa, nella sua ubbidienza? Quale risonanza aveva nel fondo dell’animo suo questa frase: «Io comando ed egli ubbidisce? Io tengo il posto di Dio Padre». (…)

In quale abisso interiore doveva dimorare l’uomo che sentiva Gesù e Maria obbedirgli; l’uomo al quale erano familiari tali misteri, e al quale il silenzio rivelava il segreto di cui era il custode. Quando tagliava i suoi pezzi di legno, e vedeva il Fanciullo lavorare sotto i suoi ordini, i suoi sentimenti, approfonditi da questa situazione inaudita, si affidavano al silenzio che li approfondiva ancor più: e, dal profondo dove viveva col suo lavoro, trovava la forza di non dire agli uomini: «Il Figlio di Dio è qui». (…) Il Dio geloso gli ha affidato la Santa Vergine. Il Dio geloso gli ha affidato Gesù Cristo. L’ombra del Padre cadeva su di lui, ogni giorno più densa. Così densa che la parola osa appena avvicinarsi. (…) La Vergine, che era là, sotto la sua protezione, era la donna promessa all’umanità dalla voce dei profeti; l’universo l’attendeva alzando un altare misterioso: Virgini pariturae (la Vergine che partorirà un bambino). Il Fanciullo, cui egli dava ordini, è quello di cui fu scritto: Per quem majestatem tuam laudant Angeli, adorant Dominationes, tremunt Potestates (per mezzo dello stesso Gesù Cristo lodano la tua maestà gli Angeli, l’adorano le Dominazioni e le Potestà).

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