Cappuccetto rosso e la vittoria del divoratore

Cappuccetto rosso e la vittoria del divoratore
Lo so, lo so, anche a me quell’essere verde e burbero con un ciuchino per amico sta simpatico, però bisogna ammetterlo, Shrek ha rovinato tutto! Beati i tempi in cui un orco era un orco e in cui ciascuno faceva la sua parte: gli orchi mangiavano i bambini e i bambini... Continua »
febbraio 8, 2017

La genesi di un uomo straordinario

La genesi di un uomo straordinario
Come nasce la santità di Bernardo? Da dove viene? Se posso permettermi un azzardo, io credo venga da una preoccupazione che nulla ha a che fare con Dio, almeno in prima battuta, perché nessun uomo inizia a vivere dicendo “io voglio sapere se Dio esiste”.  La santità di Bernardo deriva... Continua »
maggio 13, 2015

Il tempo sarà galantuomo con Elena Bono

Il tempo sarà galantuomo con Elena Bono
Giorno dopo giorno il tempo compie il suo lavoro rimettendo a posto le cose che gli uomini tirano fuori senza criterio. Scorre, passa, con lui le mode e le generazioni, e ciò che ieri veniva osannato oggi è messo da parte senza che alcuno batta ciglio. Ciò che era dimenticato... Continua »
aprile 2, 2015

Cenerentola, la ragazza salvata dalla cenere

Per capire una fiaba bisogna cancellare la distinzione tra realtà e fantasia. Le fiabe sono troppo vive, e la vita è troppo fantastica perché tale distinzione possa essere valida. La storia di Cenerentola, in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche nella versione girata da Kenneth Branagh, non fa eccezioni: non è infatti solo un racconto destinato a popolare l’immaginazione di un bambino, pieno com’è di colpi di scena, di personaggi curiosi, di animali parlanti, e non è nemmeno l’ennesimo atto della propaganda maschilista che suggerisce alle donne di tutto il mondo che il massimo cui aspirare è incontrare un principe azzurro e sposarlo. Cenerentola è invece la risposta convinta a questa domanda che prima o poi assale la vita di ognuno di noi: che cos’è l’uomo? C’è qualcuno che se ne curi o è solo polvere che viene dalla polvere? Continua a leggere

Per non finire in tragedia l’amore ha bisogno della compagnia di un adulto

Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Nel corso della vita e in special modo quando si tratta di faccende d’amore, può capitare di confondere le cose che sono con quelle che sembrano. E così Giulietta può sembrare morta quando in realtà è viva, e Romeo sulla base di quello che sembra può mandar giù una mistura velenosa preparata dalle mani di un esperto speziale e morire un istante dopo. Per squarciare il velo dell’apparenza e non perdersi nel caos delle forme c’è bisogno di qualcosa che ai due tristi amanti di Verona è mancato. C’è bisogno di qualcuno. C’è bisogno della presenza di un adulto. Continua a leggere

Dio benedica i nostri padri ebrei

I farisei di Leo Baeck. Il 27 gennaio in molte parti del mondo si celebra ormai da dieci anni il giorno della memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto che furono in gran parte ebree. Ho imparato però che la memoria per durare non può essere solo memoria di cose morte. La memoria non può funzionare a lungo se è basata unicamente sul meccanismo della colpa. La colpa è dura da portare e capiterà che ad un certo punto ci si fermi e ce la si scrolli di dosso. L’esercizio della memoria senza un po’di bene per il destino dell’altro, per ciò che egli è, non può essere l’antidoto all’odio, e lo dimostrano in qualche modo gli episodi di antisemitismo in continuo aumento in Europa. La memoria può funzionare solo se è capace di riportare in vita i morti, se ci permette di scoprirci in qualche modo figli dei morti, in debito verso i morti, desiderosi di ringraziarli per qualche cosa. Per questo oggi qui si scrive di un fatto avvenuto non 70 anni fa ma più di 2500 anni fa. Un avvenimento che ci ha reso per sempre eredi di uno sparuto gruppo di ebrei.  Continua a leggere

Ebenezer Scrooge non si nasce, si diventa

Canto di Natale di Charles Dickens. Ebenezer Scrooge non si nasce, si diventa. Non si nasce spilorci, non si nasce senza desiderare un po’ di bene per sé, una compagnia, un briciolo di considerazione da parte degli altri. Eppure un uomo può seppellire il proprio cuore sotto un cumulo di vanità e di cinismo, chiudersi a qualsiasi speranza di bene e tirare a campare senza farsi più domande fino all’ultimo giorno. Il povero Scrooge ne è la prova. Un uomo può dimenticare il motivo per cui è stato fatto, la ragione per cui è al mondo, e cosa più terribile, potrebbe non avere nessuno accanto che gli voglia tanto bene da ricordarglielo. Continua a leggere

Voglio essere triturato come il frumento

Le lettere di Sant’Ignazio di Antiochia. Il Colosseo è il simbolo di un’assenza. Tra le sue belle forme non si trova traccia di un pensiero buono sull’uomo, e tutta la sua grandiosità ed equilibrio per secoli sono stati messi al servizio di una profanazione “L’uomo, cosa sacra all’uomo, è ucciso per divertimento e per gioco”, scriveva Seneca nelle sue epistole parlando dei giochi gladiatori che si tenevano negli anfiteatri romani (Epistola 95, 30 sgg.). Tutto l’estro speso nel concepire un’opera così mirabile era servito a tirar su niente più che un mattatoio, un palco su cui inscenare la macellazione dell’uomo ad opera di un altro uomo. Continua a leggere