Sulle spalle dei giganti – Incontri sulla letteratura con Franco Nembrini

Cari amici,
 
come anticipato nelle scorse settimane, le attività di El Dante stanno per ripartire. Ci siamo lasciati ad aprile scorso con un incontro al termine del quale Franco Nembrini, leggendo Leopardi, affrontava una questione decisiva:
 
Questo affannoso e travagliato sonno
Che noi vita nomiam, come sopporti,
Pepoli mio? di che speranze il core
Vai sostentando?
 
Nella lettera all’amico Carlo Pepoli, Leopardi scrive che se la vita dell’uomo non ha un obiettivo degno dell’attesa che vive, allora tutto il nostro darci da fare, lavorare, faticare, sbatterci, è tempo buttato via, sprecato. Ma che cos’è un obiettivo degno?
 
Il nostro percorso era iniziato leggendo le pagine di un altro poeta, inglese questa volta, Thomas Eliot, che nei suoi Cori da La Rocca aveva raccontato che fin da quando l’uomo è apparso sulla terra è andato alla ricerca dell’obiettivo di cui parla Leopardi, cioè ha avvertito il problema del suo destino e del suo rapporto con l’infinito, con l’eterno. Con l’uomo nasce il problema religioso che tutte le civiltà, racconta Eliot, hanno cercato di affrontare in qualche modo, fino a quando nella storia del mondo è accaduta una cosa nuova, inaspettata, che ha cambiato tutto. Accortosi, il buon Dio, che l’uomo nel tentativo di raggiungerlo non arrivava da nessuna parte, ha deciso di andare lui incontro all’uomo. E’ avvenuto che in un certo tempo, in un certo luogo, l’eterno e l’infinito irrompessero nella storia e dessero origine ad una nuova storia. Sembrava che da quel momento gli uomini, pur rimanendo carnali come sempre, peccatori come sempre, avrebbero camminato seguendo quella Verità che si era introdotta nella storia; ma qualcosa va storto racconta Eliot. Quegli stessi uomini, non si sa come, non si sa quando, non si sa perché, hanno cominciato a seguire altro: gli dei, gli idoli. Cosicché usura, lussuria e potere hanno preso il posto del Dio vero. Come e quando questo sia accaduto non si sa dice il poeta.
 
Il nostro percorso iniziava proprio da questo punto, da questo come e quando, dal tentativo di capire come è che andata. Com’è successo che il cattolicesimo in particolare, e il fenomeno religioso in generale, sia stata considerata una cosa obliterata dalla storia? Quando abbiamo iniziato a fare della religione e delle domande religiose una cosa che con la vita non c’entra niente, di non pertinente? La nostra indagine è partita dalle pagine di Petrarca, Ariosto, Machiavelli, Foscolo, Leopardi, Manzoni, passando per la Riforma protestante e approdando alla rivoluzione dei Lumi. Quest’anno il nostro percorso continuerà: incontreremo autori come Baudelaire, Verga, Pascoli, Pirandello, Buzzati, Guareschi e Corti, e insieme a Franco Nembrini, raccoglieremo la sfida di provare a capire.
 
Gli incontri saranno cinque, distribuiti tra gennaio a marzo, ospitati dalla parrocchia di San Bernardo da Chiaravalle di Don Fabio Pieroni. L’incontro di apertura si terrà giovedì 18 gennaio 2018 alle ore 21. L’ingresso sarà ad offerta libera.
 
Vi aspettiamo
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